Home
Home
Taranto e non solo

Chi si trova a Taranto, dopo aver visto il ponte girevole, il castello aragonese e le altre bellezze della città dei due mari, non può perdere l'occasione di visitare altre città della Puglia, da qui facilmente raggiungibili.

Bari, per esempio, capoluogo pugliese e porto principale del Mar Adriatico ha una storia millenaria e un'antica tradizione mercantile; ha sempre avuto tanti contatti culturali con il Medio Oriente e ancora oggi è visitata da tanti turisti provenienti dal mare, durante una tappa di una crociera Dreamlines.

Il suo centro storico è la famosa Barivecchia, chiamata così a partire dall'Ottocento per contrapporla al quartiere murattiano. Da visitare è sicuramente la cattedrale di san Nicola, splendido esempio di romanico pugliese, risalente all'XI secolo, dove sono custodite le spoglie dell'omonimo santo. Da non perdere anche il Castello Normanno-Svevo, la cui prima costruzione risale al XII secolo e che fu successivamente oggetto di distruzioni e di ricostruzioni.

Il Teatro Petruzzelli, il più importante teatro della città, fu realizzato a cavallo tra Ottocento e Novecento e inaugurato con una rappresentazione de Gli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer nel 1903; oggetto di un incendio doloso nel 1991, fu restituito alla città dopo i lavori di restauro nel 2009.

Importante evento della città è la Fiera del Levante, fiera campionaria costituita con l'obiettivo di internazionalizzare l'economia meridionale.

Spostandosi un po’ più a sud, si incontra la città di Brindisi, di origini antichissime, la quale conobbe periodi alterni di prosperità e decadenza: in epoca romana divenne un centro importante grazie alla sua posizione stragegica, al suo porto importante e agli scambi commerciali con il Mediterraneo, e alla via Appia che la collegava all'Urbe. Nella parte più antica della città sono concentrati i monumenti più interessanti, come il Duomo romanico, le due colonne romane (che segnavano la fine della Via Appia), il Portico dei Cavalieri Templari, il Castello Svevo costruito da Federico II e molto altro ancora.

Altra meta di turismo culturale e balneare è la città di Lecce, detta anche Firenze del Sud, famosa per il barocco leccese che contraddistingue il suo stile architettonico.

Corrente artistica sviluppatasi a cavallo tra Cinquecento e Seicento, esso dona alla città un aspetto elegante e unico: i maggiori esempi di questo stile sono la basilica di Santa Croce e il Palazzo dei Celestini. Le ricche decorazioni sono state realizzate in pietra tufacea, tenera da lavorare, ma che si indurisce con il tempo, resistendo in questo modo agli agenti atmosferici.

 
Pagina addio
Statuto




Nota del webmaster
Dal primo luglio 2014 questo sito della proloco di Taranto non sarà più aggiornato.
Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro
che hanno partecipato alla realizzazione di questo sito,
con le loro immagini, i loro testi, le loro idee, 
con lo spirito di poter dare a tutti i visitatori un servizio promozionale della nostra città.
L'impegno da me profuso per la gestione di questo sito
sarà sicuramente rinnovato dal mio successore sul nuovo dominio
al quale gli auguro le stesse mie soddidfazioni
per i risultati ottenuti.

Gli eventi e i nuovi contenuti li troverete qui

www.prolocoditaranto.wordpress.com



Per informazioni, chiama il numero 389 9935679
Massimo Mangiavacchi - Vicepresidente dell'Associazione Pro Loco di Taranto
oppure scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 

Le antiche ricchezze del nostro mare

I pescatori lo sanno bene, la loro ricchezza inizia dal mare. In esso pescano pesci e crostacei tra cui aragoste e gamberi, poi raccolgono i frutti di mare di cui fanno parte i mitili, i noci, le ostriche e i murici, queste sono le ricchezze naturali che provengono dal mare e su questa era basata la tradizione tarantina.
Una tra le ricchezze più importanti nell'economia tarantina è stato il murice (cocciolo), piccolo frutto di mare con guscio pungiforme, diffuso un pò ovunque sui fondali sabbiosi lungo le coste joniche.
Queste conchiglie che venivano pescate sul fondo del mare, si portavano alle industrie della porpora, da cui si ricavavano le tinte di color porpora, turchino, rosso chiaro e violetto che si usavano per colorare il bisso e la lana.
Alcune di esse sono state ritrovate alle spiagge di Saturo (Marina di Leporano), sito archeologico nella parte orientale di Taranto.
In città, nei pressi della zona bassa della villa Peripato vi erano delle tintorie, invece nella zona alta gli archeologi hanno trovato moltissimi gusci di murici, erano così tanti che la zona veniva chiamata "monte dei coccioli".
Dal mollusco "pinna nobilis" si ricavava il bisso, che è simile alla seta, la cui lavorazione si è sviluppata nell'area mediterranea, dal bisso si estraevano pregiati e costosi tessuti.
Anche dala grande "cozza pelosa" quando è sul fondale, è attaccata solo con un ciuffo, si ricavava il bisso che veniva pulito mettendolo nel succo di limone che in quanto acido, aveva la proprietà di pulirlo e renderlo puro per la lavorazione. Il prodotto ottenuto era un filo dorato simile al filo di lino.
In passato i tessuti ottenuti da questo tipo di lavorazione, svolta quasi esclusivamente a Taranto, era molto rinomata.

Ricerca eseguita da Danilo L.
alunno V^ elementare
 

AMBIENTE E RICICLAGGIO

ampliamento della consapevolezza e del coinvolgimento da costruire insieme, perché siamo tutti attori del cambiamento.

 

ALLUMINIO

la bici realizzata con 800 lattine di alluminio

 

 

Dell'alluminio non si butta via niente: una volta ottenuto, è riciclabile al 100% senza che alteri le sue caratteristiche, e può essere riutilizzato infinite volte. Infatti si parla di alluminio "secondario", più che riciclato, perché non modifica il suo aspetto come accade per la carta, il vetro o la plastica.

L'alluminio è facile da riconoscere, da raccogliere e lavorare. Ha svariate applicazioni (oltre le lattine, bombolette spray, vaschette, tubetti, tappi, cerchioni di automobili, caffettiere, parti meccaniche, edilizia…) e in epoca di progresso tecnologico è sempre più utilizzato: lo Shuttle ad esempio è costituito al 90% di alluminio, ma anche sugli aerei civili l'80% del peso ha la stessa provenienza.

Forse perché in Italia non ci sono miniere di bauxite, l'impegno nel recupero dell'alluminio l'abbiamo preso sul serio, anche se non da molto. Forse perché è davvero conveniente: riciclarlo ha un costo energetico inferiore del 95% rispetto alla produzione da zero. Per un chilo di alluminio da bauxite vengono impiegati 14 chilowattora, per il riciclo solo 0,7.

Ma la convenienza è soprattutto ambientale: grazie al riciclo sono state evitate emissioni per 254 mila tonnellate di CO2, che è un gas serra, con un risparmio energetico di 92 mila tonnellate equivalenti petrolio.

L'alluminio riciclato in Italia viene totalmente dal recupero degli imballaggi per uso domestico, cioè dalla raccolta differenziata che ciascuno di noi fa a casa propria, separando le lattine, la stagnola e le altre confezioni contenenti alluminio dall'umido, dalla carta e dal vetro.

3.500 sono le tonnellate raccolte in Toscana in un anno. Amagnetico, isola da luce, aria, batteri, leggerissimo, durevole, riciclabile all’infinito. E nei nostri consumi quotidiani lo si ritrova spesso sotto forma di imballaggi: lattine principalmente, ma poi confezioni per medicine e prodotti di cosmetica, blister, fogli, contenitori da cottura, bombolette spray, coperchi di barattolini tipo yogurt. Quando arriva nel centro di selezione, attraverso apparecchiatura a corrente indotta, viene separato dagli altri materiali. A questo punto è pronto per essere pressato e viaggiare fino alla fonderia. Qui viene pretrattato a 500° per essere separato da ulteriori sostanze e poi fuso a 800° fino ad ottenere alluminio liquido in forma di lingotto. Riciclarlo ci fa risparmiare il 95% dell’energia necessaria a produrlo, quindi conviene sempre e recuperandolo ridistribuiamo il suo valore alla collettività con un risparmio che è quindi di tutti. Con l’Alluminio riciclato si fanno: caffettiere, pentole, componentistica meccanica, prodotti di arredamento e accessori per interni, imballaggi ovviamente…….ma anche biciclette.

L’azienda pisana  per i servizi ambientali Gea raccoglie e risistema le biciclette abbandonate e poi le mette a disposizione della popolazione.

Le caffettiere, oggetto al 100% in alluminio, sono uno dei prodotti ad uso quotidiano più diffusi in Italia. Rappresentano un simbolo dell’Italian Style ma in pochi sanno che per la sua realizzazione vengono impiegate 37 lattine di alluminio riciclato.La caffettiera è l’oggetto che coniuga al meglio tradizione e innovazione,tecnologia e ambiente.

Occorrono 70 lattine per fare una padella di alluminio antiaderente

 

PLASTICA

con 10 bottiglie di plastica si produce un maglione in paile

una panchina può essere realizzata con 45 bottiglie di plastica

Plastica” vuol dire bottiglie dell’acqua, vaschette per alimenti, flaconi di shampoo e detergenti per le pulizie …raccoglierla in maniera differenziata significa permettere che venga recuperata e riciclata. La plastica gettata nella campana multimateriale (25.000 tonnellate all’anno vengon così raccolte) viene portata in piattaforme di selezione dove viene separata da vetro, acciaio ed alluminio, pulita dalle impurità e suddivisa per tipologia (PET, PE, film…) e colore. I diversi tipi di plastica poi vengono pressati in balle ed avviati al riciclo: dalle bottiglie in PET si ottengono scaglie che saranno poi trasformate in fibra per produrre pile, moquette o nuovi imballaggi; il PE dei flaconi invece, una volta “rigenerato”, ha un campo di applicazione pari a quello della materia prima e può essere impiegato per produrre anche nuovi contenitori. Con sacchetti, film e gli altri scarti del processo di selezione si realizzano panchine, recinzioni e parchi gioco per bambini. La plastica che non può essere riciclata, infine, viene trasformata in energia.

 

 

CARTA

Oggi in Toscana si raccolgono già circa 250.000 tonnellate di carta e cartone che è totalmente riciclabile. Abbiamo bisogno di carta raccolta differenziatamente: quanta più ne raccogliamo tanto meno dobbiamo importarla da altri paesi o da altre regioni. D’altronde i consumi mondiali, e quindi anche nazionali, da quando esistono i computer, le macchine fotocopiatrici e internet non sono diminuiti, anzi… Pertanto gli imballaggi e i giornali, nonché gli stampati in genere, vengono trasportati alle piattaforme di selezione e qui puliti dalle impurità e divisi per tipologia, poi pressati, arrivano alle cartiere. Anche la carta proveniente dal tetrapak si può riciclare e diventa altra carta, denominata cartalatte, mentre dalla plastica e dall’alluminio, che ne fanno parte integrante, si realizzano altri tipi di prodotti. Nelle cartiere dunque avviene il riciclo vero e proprio, tramite lo spappolatore che frulla il cosiddetto macero. Esso viene mescolato con ingredienti diversi (soprattutto acqua) e se ne ricava un impasto da cui si realizzano immensi
fogli, che asciutti e seccati, diventeranno poi cartone ondulato oppure cartoncino oppure cartone pressato.

VETRO

I barattoli di sughi e marmellate possono essere riutilizzati più e più volte per conservare altri avanzi di cibo. Ma se proprio decidiamo di buttarli tanto vale gettarli nel contenitore del vetro perché solo così sarà possibile riciclarlo. Attualmente ne raccogliamo e ricicliamo 70.000 tonnellate all’anno. E il vetro può essere riciclato all’infinito! Con risparmio di materia prima (per ottenere 100 kg di vetro sono sufficienti 100 kg di rottame di vetro contro 120 kg di materia prima) e di energia. Anche in questo caso avviene un processo di separazione dei materiali raccolti: attraverso una selezione automatica ed un controllo manuale di qualità, il vetro viene separato da plastica, alluminio ed acciaio, e quindi ripulito dai corpi estranei. Il vetro trattato è “pronto al forno” e viene inviato alle vetrerie in cui sarà fuso e immesso negli stampi per produrre nuove bottiglie e nuovi barattoli.

DUREVOLI

Lavatrici, frigoriferi, stereo, TV, computers e telefonini si chiamano beni durevoli ma anche loro ad un certo punto cessano di funzionare e devono essere sostituiti. Per buttarli è sufficiente informarsi presso l’azienda di igiene urbana del proprio comune, per prendere un appuntamento per il ritiro o per portarli direttamente alla stazione ecologica. Da qui i RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) vengono inviati ad un impianto di trattamento dove verranno smontati in modo da bonificare tutte le componenti nocive e separare i materiali recuperabili: ferro, alluminio, rame e plastica, che verranno inviati alle industrie del riciclo. Nel caso dei frigoriferi si assiste ad un processo di bonifica con l’aspirazione e l’abbattimento del gas freon. Il poliuterano contenuto nelle porte dei frigo viene invece triturato, compresso e poi inviato al termovalorizzatore per produrre energia. Anche in questo caso si cerca di trasformare il più possibile i rifiuti in risorse.


Tutto si trasforma


Con la raccolta differenziata si utilizzano i rifiuti in maniera intelligente, restituendoli all'ambiente che ci circonda senza sprechi e senza inquinare. Attraverso speciali trattamenti ed impianti innovativi, il materiale raccolto viene riciclato, riutilizzato e si trasforma in materie prime.

La carta viene riutilizzata per produrre altra carta, la plastica viene recuperata per altri imballaggi elementi di arredo urbano e fibre tessili, il vetro viene lavorato negli impianti di fusione e riciclato all'infinito senza perdere mai le sue qualità, l'alluminio possiede caratteristiche ottimali per il riciclo: è una materia che dà vita ogni volta a nuovi prodotti. I rifiuti organici opportunamente trattati, si trasformano in compost, concime utilissimo in agricoltura. I residui non riciclabili vengono recuperati con gli impianti di termovalorizzazione che permettono di ottenere energia elettrica.

Niente viene sprecato. Riduciamo le sostanze inquinanti, l'impatto ambientale e assicuriamo uno sviluppo sostenibile. Ogni cosa ha un suo posto in natura. Ogni cosa trova posto con la raccolta differenziata.

Ricordarsi di effettuare la raccolta dei materiali puliti senza residui. Schiacciare gli imballaggi per evitare che occupino troppo spazio Introdurre i rifiuti ben chiusi nei sacchetti e non lasciare mai sacchetti o imballaggi di nessun tipo all'esterno dei contenitori, della campane di raccolta o dei cassonetti rsu. Per i rifiuti domestici ingombranti e rifiuti pericolosi informarsi sulla stazione ecologica più vicina dove verranno conferiti in maniera corretta. Vanno eliminati in maniera sicura perché possono provocare gravi danni all'ambiente.

Se i rifiuti non trovano spazio per volume e tipologia nei cassonetti e nella raccolta differenziata vi sono delle stazioni ecologiche a cui portare.

Rifiuti ingombranti metallici (scansie lavatrici biciclette ), materassi e reti, mobilio in legno, frigoriferi, televisori, computer, monitor, stampanti e cartucce, vetro di grandi dimensioni, pneumatici, batterie e pile esaurite, sfalci e potature, contenitori di plastica, abiti usati (meglio metterli nei raccoglitori delle associazioni), pesticidi, farmaci scaduti (anche nei riciclatori delle farmacie), contenitori contrassegnati dal teschio o dalla fiammella, tubi e lampade fluorescenti, oli minerali e vegetali da cucina, vernici, solventi, inchiostri, sanitari ed inerti.

 

 

BANDIERE BLU

L’annuale classifica delle Bandiere blu dice che il mare in Italia è sempre più pulito. Aumentano le località che si possono fregiare del titolo assegnato ogni anno dalla Fondazione per l’educazione ambientale (Fee) Italia: quest’anno salgono a 248 (+2%) le spiagge premiate per la qualità dell’acqua e dei servizi offerti ai turisti. E crescono anche le località marittime premiate: da 135 del 2013 a 139 del 2014.

La regione più citata è la Liguria con 20 località. Con 18 spiagge seguono la Toscana, le Marche con 17. La Campania mantiene 13 località, la Puglia 10, l’Abruzzo scende a 10, l’Emilia Romagna 9, il Lazio sale a 7. Le isole ferme a 6, guadagna una località il Veneto con 7 Bandiere blu, mentre la Calabria guadagna un riconoscimento ricevendone 4. Il Molise si ferma a 3. Friuli Venezia Giulia conferma le 2 Bandiere blu dell’anno scorso, Basilicata, Piemonte e Lombardia confermano 1 solo vessillo.

La provincia di Taranto ha una sola Bandiera Blu ed è sempre la stessa. Marina di Ginosa, a Roma ha incassato il vessillo numero 15, confermandosi tra le 139 località rivierasche italiane (per 269 spiagge) che possono fregiarsi del sigillo di qualità della Fondazione per l’educazione ambientale (Fee) Italia.

Anche per il 2014 vediamo con soddisfazione un incremento di Bandiere Blu, che dimostra l’impegno continuo delle località rivierasche in un percorso per la piena sostenibilità. Una “scelta” che a Ginosa è stata sposata ormai da alcuni lustri, solo acque ‘eccellenti’, regolari campionamenti delle acque nella stagione estiva, l’efficienza della depurazione delle acque reflue, la raccolta differenziata, aree pedonali e piste ciclabili, nonchè spiagge dotate di tutti i servizi, di personale addetto al salvamento e accessibili a tutti. Gli altri lidi blu in regione: Margherita di Savoia (Barletta-Andria-Trani); Polignano a Mare, Monopoli-Lido Rosso/Castello S.Stefano/Capitolo (Bari); Fasano, Ostuni (Brindisi); Otranto, Melendugno, Salve, Castro (Lecce).

BUON BAGNO A TUTTI !


 
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2