Home Cultura e Curiosità Curiosità Le antiche ricchezze del nostro mare

Le antiche ricchezze del nostro mare

I pescatori lo sanno bene, la loro ricchezza inizia dal mare. In esso pescano pesci e crostacei tra cui aragoste e gamberi, poi raccolgono i frutti di mare di cui fanno parte i mitili, i noci, le ostriche e i murici, queste sono le ricchezze naturali che provengono dal mare e su questa era basata la tradizione tarantina.
Una tra le ricchezze più importanti nell'economia tarantina è stato il murice (cocciolo), piccolo frutto di mare con guscio pungiforme, diffuso un pò ovunque sui fondali sabbiosi lungo le coste joniche.
Queste conchiglie che venivano pescate sul fondo del mare, si portavano alle industrie della porpora, da cui si ricavavano le tinte di color porpora, turchino, rosso chiaro e violetto che si usavano per colorare il bisso e la lana.
Alcune di esse sono state ritrovate alle spiagge di Saturo (Marina di Leporano), sito archeologico nella parte orientale di Taranto.
In città, nei pressi della zona bassa della villa Peripato vi erano delle tintorie, invece nella zona alta gli archeologi hanno trovato moltissimi gusci di murici, erano così tanti che la zona veniva chiamata "monte dei coccioli".
Dal mollusco "pinna nobilis" si ricavava il bisso, che è simile alla seta, la cui lavorazione si è sviluppata nell'area mediterranea, dal bisso si estraevano pregiati e costosi tessuti.
Anche dala grande "cozza pelosa" quando è sul fondale, è attaccata solo con un ciuffo, si ricavava il bisso che veniva pulito mettendolo nel succo di limone che in quanto acido, aveva la proprietà di pulirlo e renderlo puro per la lavorazione. Il prodotto ottenuto era un filo dorato simile al filo di lino.
In passato i tessuti ottenuti da questo tipo di lavorazione, svolta quasi esclusivamente a Taranto, era molto rinomata.

Ricerca eseguita da Danilo L.
alunno V^ elementare