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CONCATTEDRALE "GRAN MADRE DI DIO" DI GIO' PONTI

ubicazione: viale Magna Grecia
giorni di apertura: dal lunedì alla domenica
orario di apertura: 8.00-12.00 e 17.30-20.30
visite: per informazioni telefonare al 099-7796931


Figura indiscussa del panorama dell'architettura e del design italiano del '900, Giò Ponti, nacque a Milano nel 1891. Egli ha dedicato una parte importante del suo lavoro alla progettazione di edifici sacri e la Concattedrale di Taranto è il suo capolavoro. Fu eretta nel 1970, commissionata dall'arcivescovo Guglielmo Motolese, in considerazione dell'espansione urbanistica della città verso la nuova zona orientale. La Concattedrale, dedicata alla Gran Madre di Dio, doveva avere uno stretto legame con la tradizione marinara del capoluogo ionico. Infatti, ciò che subito colpisce l'osservatore è la simbolica "vela" che si riflette nell'acqua delle tre vasche collocate nel piazzale antistante, le quali rappresentano il mare. La vela sostituisce la tradizionale cupola ed è costituita da un doppio muro traforato che dietro ha solo il vuoto e le cui aperture o finestre sono state realizzate, come spiegava lo stesso Ponti, "perchè gli angeli vi potessero sostare".
Anche all' interno della chiesa ci sono richiami marinareschi, come le due colonne ai lati del presbiterio che reggono simboliche àncore. Dietro le piccole finestre della parte alta del muro di fondo, Ponti volle nascondere l'organo perchè, diceva, "il canto non deve nascere da un solo punto ma da tutta la coralità". L'altare maggiore è di pietra ma la porta rivolta verso i fedeli è coperta di ferro dipinto di verde. Allo stesso modo, anche la moquette per i rivestimenti è verde e la scelta di questo colore è dettata dalla volontà di evocare i fondali marini. Dietro l'altare, dipinti dallo stesso artista, l'Angelo dell'Annunciazione e la Madonna. Alla sinistra di chi entra è stata ricavata una cappella dedicata ai caduti della Marina Militare, di cui Taranto è importante base. L'architetto diceva di aver studiato il tempio in modo che il grande sole di Puglia trionfasse all'interno, dando una illuminazione gioiosa.