Home Ex casa del fascio
Ex casa del fascio
I Tesori di Taranto

EX CASA DEL FASCIO

indirizzo: Lungomare n. 32
telefono (per informazioni): 3899935679 (pro loco di Taranto)
sito internet: www.prolocotaranto.it
indirizzo e.mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
giorni di apertura: tutti i giorni. se si desidera visitarla di pomeriggio è richiesta la prenotazione con qualche giorno di anticipo.
orario di apertura: dalle 9.00 ed alle 12.00
prezzo biglietto: gratuito
guida: costo da concordare
note: l
e Case del Fascio erano le sedi locali del partito fascista; in Italia e nelle colonie, a partire dal 1932, ne furono progettate e realizzate ben 5.000. A seguito del bando di un concorso esteso a tutte le scuole di architettura italiane, gli architetti dell’epoca si impegnarono in una sorta di gara nazionale alla ricerca di soluzioni innovative.
Dopo le sanzioni del 1935, si dovette tener conto della penuria di materiali d’importazione e dar luogo ad una ricerca di materiali alternativi. Il tutto si svolse con il sostegno del regime di Mussolini che considerava l’architettura uno dei più efficaci strumenti di consenso.
La ex Casa del Fascio di Taranto, oggi sede degli uffici della Sezione staccata della Commissione Tributaria Regionale, è una delle meglio conservate: il suo salone di rappresentanza, recentemente restaurato, è un concentrato di simboli della presunta potenza militare, del genio e della laboriosità del popolo italiano.


Fu realizzata nel 1937 su progetto di Cesare Bazzani ed ospitava il federale, la massima autorità del partito a livello provinciale. Gli affreschi che si possono ammirare sono di Mario Prayer, un pittore formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Venezia e trasferitosi in Puglia dove si afferma sia nella pittura monumentale, praticata in ambiti istituzionali, che nella decorazione di dimore private.
Sulla parete est vengono esaltate le Arti, la scultura, la pittura, la musica e anche la guerra, rappresentata dall’immagine di un bersagliere che semina in un paesaggio tipicamente coloniale: l’immagine evoca la funzione attribuita dal regime alla guerra, quella di portare la “civiltà” tra le popolazioni indigene dell’Africa Orientale e della Libia.
Sulla parete nord sono rappresentati i Mestieri: l’artigianato, l’agricoltura, la costruzione delle navi (come sempre, un riferimento alla guerra e alla potenza militare). Su quella ovest, le Scienze, in particolare, la fisica, la geografia, la chimica e la filosofia, sulle quali dominano i luoghi romani del potere civile e religioso.
Sul lato sud le immagini degli affreschi esaltano le più importanti imprese militari italiane, dalle battaglie vinte nella Prima Guerra Mondiale alla beffa di Buccari, al volo su Vienna di Gabriele D’Annunzio.

La città di Taranto negli affreschi viene rappresentata insieme alle 4 Repubbliche marinare. Inoltre, il delfino e lo scorpione campeggiano in un angolo della sala sulla scritta SPQT (senatus populusque tarentinus).

A completare la parata di edifici di regime sul lungomare, il palazzo del Governo, quello delle Poste, la Banca d’Italia, il palazzo Magnini, in stile neorinascimentale veneziano. Il colpo d’occhio sulla città vista dal mare doveva ben rappresentare l’importanza militare e strategica attribuita dal regime al Porto di Taranto.